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Monitoraggio qualità aria: nuove opportunità per i laboratori privati

Il monitoraggio della qualità dell’aria è uno degli strumenti fondamentali per valutare l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute pubblica e sull’ambiente.


In Italia, la determinazione gravimetrica delle polveri sottili (PM10 e PM2.5) rappresenta un pilastro essenziale di questo sistema di controllo.

I laboratori non appartenenti al sistema delle Agenzie pubbliche, che analizzano i filtri da centraline gravimetriche, svolgono un ruolo cruciale, ma a livello nazionale non esistono significative esperienze di Proficiency Test (PT) organizzati a tale scopo.

Questo test, che valuta l’accuratezza e la tracciabilità delle misurazioni attraverso round di confronto interlaboratorio, è uno strumento indispensabile per garantire dati affidabili e comparabili.

Problema nel monitoraggio qualità aria: competenza non dimostrabile per i laboratori privati

Attualmente le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) beneficiano di PT organizzati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), così come il Joint Research Centre (JRC) di Ispra (Varese) gestisce PT per le agenzie pubbliche a livello di Unione Europea.

Non esistono invece PT dedicati ai laboratori privati, una mancanza che limita la possibilità di dimostrare formalmente la competenza tecnica e riduce la credibilità in ambito di appalti pubblici, accreditamenti e confronti istituzionali.

Monitoraggio qualità aria e nuova Direttiva Europea

La qualità del dato diventa importante quanto il dato stesso.

La revisione della Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, in discussione per il 2025-2030, propone di restringere drasticamente i limiti di immissione per PM10 e PM2.5 (ad esempio, riducendo PM2.5 da 25 a 10 μg/m³ annui e PM10 da 40 a 20 μg/m³ annui).
In questo contesto, dati precisi sono vitali per compliance, politiche sanitarie e azioni legali contro inquinanti.

Un PT dedicato ai privati eleverebbe gli standard nazionali, armonizzandoli con l’Europa, ridurrebbe errori sistematici nelle misurazioni (spesso ±10-20% senza PT) e rafforzerebbe la resilienza del sistema di monitoraggio italiano.

La soluzione: PT per il monitoraggio della qualità dell'aria dei privati

L’organizzazione di Proficiency Test dedicati ai laboratori privati incentiverebbe l’adozione dei metodi di riferimento (UNI EN 12341), migliorerebbe la competitività del settore e favorirebbe collaborazioni più strutturate con ARPA e JRC.
Si tratta di un’opportunità concreta, sostenendo, al contempo gli obiettivi europei di Fit for 55 e della transizione verde.

Per avere maggiori informazioni sui Proficiency Test, contattaci ora.

Serena Morisi

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